Learning by doing

Imparare facendo, imparare attraverso il fare.

Già dagli anni 80 la profezia formulata da Seymour Papert[1] enunciava che la tecnologia digitale fosse un indispensabile e potentissimo tool cooperativo-sociale per l’apprendimento ed un ottimo mezzo per la formazione. Egli sostiene l’uso del computer come supporto all’istruzione e nel contempo ambiente d’apprendimento che aiuta a costruire nuove idee.

La rivoluzione digitale nel campo della formazione lo testimonia – e in particolarmente dal Web 2.0 – si tende a rendere praticabili dei corsi on line per un numero sempre più grande di discenti suffragati dalle metodologie pedagogiche del costruttivismo, dell‘attivismo e del learning by doing (imparare facendo, imparare attraverso il fare.)

Sono gli stessi formandi, siano essi professionisti riflessivi o studenti, a suggerire all‘educazione formale ed alle istituzioni formative un nuovo stile di apprendimento digitale, nuove modalità didattiche e nuovi stili di insegnamento. l discenti praticano e richiedono sempre di più nuove opportunità di “imparare a fare da soli“, di apprendere attraverso il fare, di cooperare e personalizzare il loro stile di apprendimento[2].

[3][1]img Livia Petti – Apprendimento informale in rete. Dalla progettazione al mantenimento delle comunità on line: Dalla progettazione al mantenimento delle comunità on line

 Alcune considerazioni

  1. Accesso alle informazioni e alla conoscenza.[4]

A questo primo livello la Rete può essere considerata educativa in quanto, sul lato cognitivo, aiuta il soggetto ad esercitare abilità di recupero e selezione dell’informazione È sufficiente pensare alla preziosa funzione svolta dai motori di ricerca e dagli archivi digitali che permettono di reperire materiali bibliografici (cataloghi, articoli, libri riviste italiane e straniere) e multimediali (audio, immagini e video). Inoltre, l’aggiornamento costante e permanente nel tempo può essere facilitato dalla volontà del soggetto di permanere in Rete con l’intenzione di recuperate e ricercare informazioni servendosi del materiale disponibile nell‘online. Ovviamente il successo di questo livello è strettamente legato alle capacità del singolo di discernere, nell’intricato mondo della Rete, le informazioni rilevanti da quelle che non lo sono.

  1. Condivisione delle informazioni e della conoscenza.

Questo livello è caratterizzato da un gruppo di individui che sono interessati a confrontarsi e a mettere in comune esperienze e risorse. È qui che troviamo le comunità on line e le reti sociali, meglio conosciute come Social Network. ll risvolto educativo del livello è evidente: se intendo approfondire un concetto o desidero ricevere un’informazione, mi rivolgo a chi mi può aiutare (perché magari più esperto) e lo inserisco nella mia rete; a mia volta anch’io, se sono a conoscenza di un’informazione, sarò ben disposto a condividerla con la mia cerchia, sia professionale che amicale.

  1. Nuove tecnologie per i processi formativi formali.

Ci riferiamo a tutte quelle attività didattiche formali che nascono con l’intenzione di far apprendere i discenti e che possono essere svolte con il supporto telematico. Un corso on line su qualsivoglia argomento, può essere un esempio. Questi livelli contribuiscono a definire la Rete un nuovo territorio dell’educazione in quanto il Web può diventare ambiente portante di attività educative, siano esse formali o informali. Uno dei contesti di studio informali più interessanti negli ultimi decenni riguarda le comunity on line, generalmente conosciute a livello internazionale e nel gergo della Rete come “community”. Particolare importanza rivestono le community on line costituite da professionisti di specifiche competenze la cui sinergia comunicativa diventa un luogo di trasformazione alchemica delle competenze e delle conoscenze. Ormai è uso lo scambio e la condivisione del sapere tra coloro che sono i rappresentanti eccellenti della comunità scientifica, in particolare nell’ambito della fisica di frontiera e della tecnologia futuristica.

Un esempio fra tutti: il webinar

Cos’è un webinar? Banalmente è una possibilità di fruire di corsi, lezioni, conferenze senza doversi spostare fisicamente in un luogo specifico, ma direttamente dalla propria casa partecipando all’evento attraverso l’uso del proprio pc.

Come avviene? L’organizzatore dell’evento invia per email ad ogni singolo partecipante un link che, cliccato, porta il partecipante dentro l’aula in cui avviene la lezione. Egli potrà vedere ed udire il docente, vedere le slide che questo proietta, intervenire al dibattito sia verbalmente che per scritto.

Ma il valore aggiunto di questa (così come di altre esperienze di formazione a distanza) è la possibilità di interagire con persone che non avremmo avuto modo di conoscere e con le quali difficilmente avremmo interagito. È un’occasione in cui più persone si ritrovano via Internet, mediante una piattaforma o un software specifico con la funzione di raccoglie tutti gli strumenti utili all’interazione).

I partecipanti si trovano nello stesso momento (modello sincronico) a discutere o ad acquisire competenze circa un certo argomento. Sono quindi evidenti alcuni punti fondamentali che ci conviene riassumere come segue.[5]   (img 2)

Una riflessione ed un invito

L’esperienza formativa vuole sollecitare l’insegnamento verso l’uso didattico delle tecnologie, e mettere in evidenza quanto sia importante progettare e realizzare questo tipo di percorsi formativi in modo stabile e continuativo. La tecnologia è oggi sempre più piccola e portabile e consente di mantenere continuamente aperto il canale di connessione. Queste condizioni pongono come centrale a livello didattico e il tema della competenza digitale. Se la “scuola” è buona non può prescindere dal fare con … e senza … le tecnologie, dove le competenze professionali del docente possano effettivamente mettere in azione quegli aspetti motivazionali e migliorativi nel rapporto tra insegnamento e apprendimento, tenendo inoltre in considerazione come la tematica della cittadinanza digitale è oggi, e lo sarà ancor di più in futuro, sempre più centrale. [1 – Temi / 1.18 Digitale E Didattica: La Formazione Docenti]

La comunità (non ancora community!) dei grafologi, analogamente ad altre classi di professionisti spesso afferenti all’area che anticamente si definiva “classica” esprime una sostanziale difficoltà (resistenza, pregiudizio,…?) verso tutto ciò che si muove in quello che, sempre anticamente, veniva definito “scientifico”. Ancor più se definito “tecnologico”!

Rifiutare le nuove tecnologie pone il grafologo “fuori” dal contesto scientifico e digitale, capire che è indispensabile questo passaggio è fondamentale al fine di migliorare le proprie competenze.

Roberta Cupiccia (Grafologa, Pedagogista e Social Media Marketing)

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Note:

[1] n. a Pretoria, 1928: matematico, informatico e pedagogista sudafricano naturalizzato statunitense.

[2] Le nuove forme di esclusione nella società dell’informazione Disponibilità immediata. Bentivegna Sara, 2009, Laterza

[3]img Livia Petti – Apprendimento informale in rete. Dalla progettazione al mantenimento delle comunità on line: Dalla progettazione al mantenimento delle comunità on line

[4] Livia Petti – Apprendimento informale in rete. Dalla progettazione al mantenimento delle comunità on line: Dalla progettazione al mantenimento delle comunità on line

[5] Webinar professionali: Progettare e realizzare eventi live coinvolgenti ed efficaci Luca Vanin, Fabio Ballor